Chiamatelo, se volete, miracolo di San Giuseppe, protettore dei poveri, degli indifesi e dei derelitti, ma il Deportivo Isola d'Erba ha finalmente ripreso a dare segnali di vita. Una prestazione brillante e concreta, come non si vedeva dalla domenica dei Red Hot Chili Peppes alla penultima giornata d'andata. Una prova d'orgoglio, ma anche una dimostrazione di forza per provare a spaventare le lepri in fuga (apparse ultimamente dei Gold Bunny della Lindt) e regalarsi un finale di stagione degno di nota. Pinilla (tripletta), Vucinic (gol e 2 assist) e Lavezzi (non convocato) sono tornati a segnare e a far sognare. Vietato parlare di Remuntada (l'anno scorso portò più sfiga delle amarantacee!), ma nelle ultime dieci giornate tutto può ancora succedere. A temerlo è soprattutto Gero, volato a Gerusalemme per sfogarsi di fronte al Muro del Pianto, dopo aver dovuto rinunciare ancora una volta a Jovetic, Pato, Denis e soprattutto Peluso. Uno shock amplificato dallo sconcertante rendimento dei trio d'attacco: Matri, Amauri e Floro Flores. Secondo alcuni complottisti, la massoneria avrebbe preso di mira il Lunarossi per impedirgli di vincere il Fantasperti. Secondo altri, i simboli massonici che preannunciano la disfatta sono numerosi e preoccupanti: i gol di Nastasic e Cannavaro, il 101esimo assist di Lodi (diabolica coincidenza: Lodi è anche un nome di città, quindi 0 punti a nome, cosa, città) e il rigore parato da Handanovic. Strada spianata per la Longobarda insomma! La stessa strada che Milito (voto 1) ha percorso in direzione viale del tramonto, vanificando le reti di Rigoni e Diamanti e accrescendo il rimpianto di Oronzo Calò per le esclusioni di Osvaldo e Legrottaglie.
Mister Bellomo e l'Ingegnere osservano con distacco e sembrano non capire, come quei vecchi che restano a fissare un passante scambiandolo per un altro e sentenziando chistu chiddu è! Estranei alla bagarre. Rilassati e demotivati al punto giusto, in attesa di tempi meno peggio. Con un Pierale e un'Akragas33 in condizioni pietose, meglio godersi la primavera, il ritorno delle rondini e le spinci. Rigorosamente di San Giuseppe.
Lunarossi in finale di Fanta League Cup con cinque giornate d'anticipo. Longobarda saldamente in testa al Campionato anche dopo i recuperi delle gare di febbraio. Il Fantasperti 2011/12 procede su due binari paralleli. Su quello di sinistra corre la formazione di Oronzo Calò, sospinta da un centrocampo mai così bello ed efficace (Ilicic 6,5, Rigoni 7, Hamsik 10, Diamanti 11); su quello di destra viaggia la prima finalista di Fantacoppa: lo squadrone da dieci e Lodi costruito con sapiente maestria da mister Franco. Non ci sono dubbi, i protagonisti assoluti dei prossimi due mesi saranno loro: Gero e +Gero. A meno che non salti fuori il terzo incomodo pronto a sfruttare il trampolino dei play off per concedersi quel triplo carpiato avvitato che varrebbe un'intera stagione: la finale di Fanta League Cup.
A riportare per una domenica l'ingrigito Pierale nei quartieri nobili del Fantasperti non poteva che essere Marchese! Un gol da cineteca, che insieme alle reti di Nocerino, Papu Gomez e capitan Di Natale e alle grandissime prestazioni di Hernanes e Robinho, ha regalato a Piero e Alessandro una giornata indimenticabile. La miglior prestazione stagionale, un moto d'orgoglio che non basta da solo a scalare posizioni in classifica, ma che può essere la molla per rilanciare le ambizioni di una società in crisi depressiva da troppo tempo.
C'è chi sostiene che l'attacco sia la miglior difesa, ma nel caso della Longobarda si potrebbe dire che la difesa è il miglior attacco. Nella domenica in cui, a parte Miccolinho (gol e assist), le temibili punte rossoblu sono apparse spente e appannate, con Milito in tribuna, Klose in panchina e Osvaldo-Palacio lontani parenti dei giocatori fin qui ammirati, a fare la differenza è stato l'inedito tridente Astori-Danilo-Mantovani. Un muro tutto nuovo, che sembra poter finalmente garantire a Oronzo Calò una retroguardia di quantità e qualità.
Sette reti segnate da due giocatori della stessa squadra in una sola partita non si erano mai viste al Fantasperti. Un record al limite dell'impossibile, che soltanto un personaggio del calibro di Oronzo Calò poteva pensare di realizzare. E così è stato: il poker di Milito e la tripletta di Miccoli, subentrato all'acciaccato Klose, hanno regalato alla Longobarda un'impresa senza precedenti. Una notte magica, in cui a fioccare sono stati gol ed emozioni. Una notte in cui sentirsi letteralmente al settimo cielo, nonostante l'assenza del pupillo Osvaldo e i soliti problemini col turnover in attacco (leggi Klose, autore di una doppietta, lasciato in panchina domenica scorsa). Adesso però viene il bello e il difficile: in attesa che le gare rinviate per neve vengano recuperate e che le classifiche di Campionato e Fanta League Cup tornino a essere effettive, mister Tararà dovrà gestire il vantaggio acquisito senza commettere altri passi falsi.