Ciccio e Calò ce l'hanno fatta! Il sogno è finalmente realtà. Al termine di una stagione agguerrita e palpitante la Longobarda è riuscita a centrare una storica doppietta: Scudetto e Fanta League Cup. Un double pazzesco, che sembrava poter sfumare sul più bello e che invece ha assunto i contorni dell'impresa proprio nel corso degli ultimi novanta minuti.È la vittoria del gruppo, di una squadra coraggiosa e tenace che ha saputo coniugare classe cristallina e classe operaia. È la vittoria di Cavani, capitan Cambiasso, Ibra, Balzaretti, Hamsik, Matri, Miccoli, Maicon e Vargas, ma anche dei preziosi gregari come Sardo, Nocerino, Isla e Ranocchia. È la vittoria di Ciccio, la più bella di sempre, arrivata dopo due secondi posti e tre anni di frustrazioni. Ma è soprattutto la vittoria di Oronzo Calò, il brutto anatroccolo diventato cigno. Il Mourinho di Rraona è il nuovo che avanza, l'astro(nzo) nascente del Fantasperti, l'unico ad aver conquistato tapiro, trionfi e trofei in due sole stagioni!
Deportivo Isola d'Erba, Lunarossi e Mariale hanno provato in tutti i modi a rovinare la festa ai Campioni, ma nell'anno della Longobarda ogni tentativo è stato vano. Inutili le estemporanee dimostrazioni di forza dei due Peppe, inutile l'ammirevole ed emozionante rincorsa di Gero e inutile anche la prova d'orgoglio di mister Bellomo. Il lieto fine di questa stagione era già scritto, compreso il commosso addio di Ciccio dopo sette campionati.
Sembrava fatta per il Depor! Juan sostituito dopo cinque minuti, gol di Biava in cassaforte e primo posto a una manciata di punti grazie alle firme d'autore di Hernanes, Robinho, Cossu ed Eto'o. Già, sembrava fatta! Ma per completare l'incredibile remuntada, annunciata da sms e telefonate trionfali, mancava un piccolo particolare: l'undicesimo titolare. E così, mentre i due Peppe si preparavano alla festa Scudetto, Chivu e Mantovani venivano avvistati da Gianco con le infradito ai piedi e un mojito in mano. Risultato: Deportivo Isola d'Erba in dieci uomini e punti pesanti buttati nel cesso.
Remuntada? Adesso Gero ci crede veramente! Il Lunarossi può ripetere l'impresa di dieci anni fa e realizzare un sogno che fino a domenica scorsa sembrava fantascientifico. Parlare di miracolo è ancora prematuro, ma tra quindici giorni potremmo essere qui a raccontare una storia da tramandare ai posteri. Una storia di eroi dalla faccia pulita come Del Piero, Handanovic e Jimenez, capaci di sconfiggere il mostro cattivo e di cucirsi sul petto lo scudetto!
Porquè? Porquè la tassa De Rossi? Porquè Handanovic pararigori impallinato cinque volte? Porquè Pazzini e D'Agostino lasciati in panchina? Porquè Silvestre e Bergessio esclusi dai titolari? Ogni allenatore avrà avuto i suoi "porquè", ma a tre giornate dal termine le decisioni sbagliate sono destinate a pesare come macigni. Non ci sono prove d'appello e non si torna più indietro! Lo sanno bene i dirigenti del Nikale, sconfitto ed eliminato dalla Fanta League Cup. E lo hanno capito anche Ciccio e Oronzo Calò, ormai stanchi e rassegnati a convivere con le disgrazie domenicali.
Ci risiamo! A un mese e mezzo dall'ultimo tracollo, la capolista torna a toccare il fondo, dilapidando metà dei punti di vantaggio sulle inseguitrici e spianando la strada a un rush finale da brividi. I profeti di sventura e i finti disinteressati possono finalmente godere. La Longobarda si è sciolta come neve al sole, umiliata dalle prestazioni di Doni e Cavani, tradita dai principali artefici della cavalcata di primavera. Il rumore dei nemici si è trasformato in un frastuono spaventoso. L'ottimismo di Oronzo Calò ha lasciato il posto al pessimismo cosmico di Ciccio. Nulla è perduto, ma a cinque giornate dal termine il vento sembra essere cambiato.
La tregua è finita. La diplomazia ha lasciato il posto alle armi e la guerra sta per cominciare. La 32esima giornata è stata solo il preludio, un'anteprima della battaglia senza esclusione di colpi che attende gli schieramenti in campo. Gli ultimi due mesi di Fantasperti si preannunciano drammatici e cruenti. Dalle solite dichiarazioni di facciata si passa ai piani diabolici per annientare gli avversari. Impossibile nascondersi o improvvisarsi pacifisti. Questa fase non prevede nè sportività, nè galateo. Vale tutto! Riti scaramantici e gufate, odio e bestemmie, complimenti ad orologeria e pseudo tentativi di resa.
Puntuale come uno starnuto per l'allergia al polline, allegro come un prato fiorito nonostante i diserbanti, voglioso come un cervo in calore. Ecco il nuovo Lunarossi in versione primaverile! Squadra pimpante e mai doma, pronta a dare il massimo per il rush finale che vale lo Scudetto. La pausa per le nazionali sembra aver giovato alla formazione di mister Franco, tornata tenace e brillante come qualche settimana fa. A impressionare è stata soprattutto la forza del gruppo, capace di sopperire alle difficoltà sotto porta di Sanchez e Pastore. Straordinarie e decisive le prestazioni di Pato, Maggio e Jimenez. Prezioso l'ingresso in campo di Acquafresca. E se fosse il Lunarossi l'anti-Longobarda?